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Castello Macchiaroli

Nella città museo di Teggiano al centro del Vallo di Diano
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Il Castello Macchiaroli a Teggiano

Il Castello Macchiaroli, situato nella città museo di Teggiano al centro del Vallo di Diano in provincia di Salerno, costruito in epoca Normanna è fra i più importanti dell’Italia meridionale. Appartenuto ai principi di Sanseverino è stato sede di importanti avvenimenti storici come la Congiura dei Baroni nel 1485. Successivamente nel corso dei secoli ha mutato il suo ruolo passando da bellicosa fortezza a tranquilla residenza feudale succedendosi ai vari proprietari fino al 1860 quando, la monumentale struttura, fu acquistata dai Macchiaroli, famiglia che ne è tuttora proprietaria.
Oggi, dopo importanti lavori di restauro che hanno reso possibile il ripristino dei suoi antichi camminamenti di guerra e di rivivere la maestosità delle sue torri, è stato arricchito negli arredi e nelle decorazioni con uno stile elegante e raffinato rendendolo una cornice ideale per matrimoni e feste. Inoltre grazie ai suoi ampi spazi all’aperto dell’antico fossato, della cortina e delle torri oltre le sue sale interne, è un luogo ideale per concerti, manifestazioni teatrali, convegni, congressi ed eventi culturali in un’atmosfera che fa rivivere una magia di altri tempi per trascorrere dei momenti indimenticabili.
Facilmente raggiungibile da Napoli e dalla Basilicata, nelle vicinanze della costiera cilentana ed amalfitana, questa antica dimora è a pochi passi da importanti siti di interesse storico e paesaggistico come la Certosa di Padula, le Grotte di Pertosa, il Battistero di San Giovanni in Fonte, il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Storia del Castello Macchiaroli

Le notizie più antiche del Castello Macchiaroli a Teggiano, Diano fino al 1862, sono contenute in un privilegio del 27 maggio 1405 in cuui il re Ladislao di Durazzo concesse ai dianesi, che avevano intrapreso la ristrutturazione del castello con la costruzione di una grossa torre, sgravi fiscali e un contributo finanziario dovuto da città e casali del Vallo di Diano. In quell’anno il feudo di Diano apparteneva al demanio regio, avendolo Ladislao confiscato ai Sanseverino conti di Marsico, per punirli di essere stati suoi nemici, cioè fautori degli Angioini di Provenza.
Un altro importante restauro del Castello Macchiaroli fu eseguito nel 1487 per ordine del re Ferdinando I d’Aragona, condotto dell’architetto fiorentino Giuliano da Sangallo. In questo periodo Diano apparteneva al demanio regio, essendo stata confiscata al principe Antonello Sanseverino, dichiarato ribelle per aver capeggiato nel 1485 la Congiura dei Baroni, preparata nel Castello di Diano. Con i lavori del 1487, il Castello vide confermato il suo ruolo strategico per la difesa del territorio circostante.
Il castello presentava un mastio coperto a coppa, al quale facevano corona cinque torrioni cilindrici, scoperti e fortemente scarpati. I torrioni erano congiunti da robuste cortine merlate, nell’area centrale sorgeva l’edificio tetragono con vari ambienti che si affacciavano su una spaziosa corte che per tutta la sua ampiezza copre una cisterna capace di assicurare la riserva d’acqua necessaria per resistere a un lungo assedio. La fortezza era circondata da un profondo e largo fossato, sul quale potevano essere abbassati due ponti levatoi. Per le sue poderose difese, Antonello lo scelse come ultimo baluardo. Nel 1497, rinchiuso nel castello, sostenne l’assedio del re Federico d’Aragona, giunto col suo esercito a snidare il principe di Salerno, nuovamente ribellatosi. Per circa due mesi la rocca di Diano fu inespugnabile, tuttavia, col sopraggiungere di un altro contingente militare al comando di Gonsalvo Fernandez de Cordoba, Antonello si arrese a onorevoli condizioni. Terminò così il periodo bellicoso del Castello di Diano. L’ultimo rampollo dei Sanseverino, l’inquieto Ferrante, venne travolto dalla politica antibaronale del viceré don Pietro di Toledo perdendo i suoi feudi e si estinse nel 1552.
Col subentrare di nuovi feudatari, il Castello Macchiaroli muta il suo ruolo: passa da bellicosa fortezza sanseverinesca a tranquilla residenza feudale, abitata quasi sempre da un governatore che cura gli interessi del barone, presiede il tribunale locale e sorveglia l’ordine pubblico. I restauri fatti eseguire da Giovanni Villano, terzo marchese di Polla e signore di Diano, furono finalizzati al recupero della zona residenziale. Dal 1652 il Castello passa ai Calà, duchi di Diano, i quali lo tengono fino al 1801, anno in cui donna Brigida Calà sposa Vincenzo Schipani e gli trasmette il feudo, il titolo e il castello. Con l’abolizione del sistema feudale decretata nel 1806 il Castello assume il nuovo e definitivo ruolo di residenza privata.
Nel 1857 la parte nord occidentale venne acquistata dal teggianese Pasquale De Honestis e la parte sud orientale venne acquistata dai Macchiaroli, anch’essi teggianesi, ai quali il castello appartiene attualmente.

Servizi: location eventi e matrimoni di charme in Campania

Il Castello Macchiaroli, un posto incantato per un ricevimento da favola che può ospitare fino a 350 ospiti, è il luogo ideale per realizzare qualsiasi evento lasciandosi avvolgere da un’atmosfera d’altri tempi. Una cornice architettonica ideale, le sue ampie sale, arredate con stile elegante e raffinato, gli spazi esterni, il teatro all’aperto, le torri e le corti interne, la vista mozzafiato che domina tutta la vallata, renderanno indimenticabile il tempo trascorso al castello. I nostri ospiti potranno apprezzare le proposte culinarie dei nostri chef con pietanze della tradizione gastronomica italiana e locale. Inoltre, sarà possibile pernottare presso le ‘stanze del castello’, situate nella zona più antica dell’edificio. Il Castello Macchiaroli, grazie a un accordo con il Comune di Teggiano, è anche la sede ideale per officiare i matrimoni civili nella sala Stefano Macchiaroli, in grado di ospitare fino a centocinquanta posti a sedere.

Luoghi d’interesse nelle vicinanze

Teggiano e le sue famose 13 chiese, Il museo Diocesiano ed il Lapidarium, Il museo delle Erbe, Il museo delle tradizioni popolari
La Certosa di Padula
Le grotte di Pertosa
Il Battistero di San Giovanni in Fonte
Roscigno vecchia
Parco Nazionale del Cilento
La Valle delle Orchidee Sassano

Animali ammessi
Parco o giardino
Accessibilità disabili
Bedrooms: 3
Posti Letto: 12
Saloni Per Eventi: 10
Posti Per Eventi: 350
Set In Esterni: Si
Set In Interni: Si
Set In Giardino: Si
Accessibilità Mezzi Per Eventi: Si
Indirizzo: Piazza Portello s.n.c.
Città:
Regione:
Cap: 84039
Paese: Italia

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