• IT | EN

Castello di Pavarolo

Storia, austerità, tradizione e un panorama strabiliante
Cerca nel sito
Cerca nel sito
Ricerca Avanzata
Nessun prodotto trovato 0 results
Your search results

Contatta la Dimora

Il Castello di Pavarolo

Il castello, circondato da un parco, sorge sul margine della collina torinese, in posizione dominante sul paese di Pavarolo ed Il circostante territorio offrendo una vista superba sulle Alpi e sull’Appennino ligure.

La tipologia dei suoi locali consente soluzioni personalizzate in aree adeguate per dimensioni ed ambienti ad ogni tipo di evento (ricevimenti, pranzi ristretti, conferenze, mostre, concerti, ecc.).

Il piano terreno, privo di barriere architettoniche, offre suggestive e romantiche immagini dagli ampi portali posti sulle facciate.

Decorazioni murarie del 1884, in stile neo-gotico anglosassone, decorano alcuni locali del piano terreno e del primo piano.

Formelle della prima metà del 1300 con soggetti mitologici e figure, alternate ad un ricco stemmario coevo, decorano soffitti a cassettoni del secondo piano: esse sono tra le più antiche e meglio conservate del Piemonte. Una scala posta nella torre ed un moderno ascensore collegano i piani.

Storia

Un decreto dell”anno 1047, firmato dall’Imperatore Arrigo III, conferma il possesso del castello da parte dei Canonici di Torino, detti del Salvatore, infeudati dal vescovo della stessa città.

Oggi solo grosse pietre rotonde di fiume, costituenti la base dello spigolo sud-ovest e forse residuo di un ancor più antico castelliere, rammentano tali epoche.

Un successivo documento del 1235 menziona l’alleanza del Comune di Chieri con il Barone di Pavarolo.

Nel 1264 Goffredo di Montanaro, Vescovo di Torino, consegna il castello ai figli ed a un nipote del cittadino chierese Signorino Balbo. In tale epoca vengono iniziati consistenti lavori di trasformazione, tra i quali primeggiano per bellezza i soffitti a cassettoni dettagliatamente dipinti al primo piano.

Nel 1354 il territorio chierese, e con esso Pavarolo, passa sotto la giurisdizione di Amedeo VI di Savoia.

Diversi sono i proprietari che si succedono sino al 1394, quando le milizie del casalese Facino Cane – al soldo del Duca del Monferrato intenzionato a contenere le mire espansionistiche dei Savoia – devastano il territorio ed occupano il castello installandovi una propria guarnigione.

Nel 1399, i chieresi riconquistarono il castello, con un assedio in cui vennero feriti 17 dei 20 difensori monferrini; il feudo fu quindi affidato ad Antonio Simeone Balbis.

Nei due secoli successivi la proprietà risulta frazionata tra numerosissimi proprietari, in alcuni casi possessori di percentuali minime.

Le conseguenti necessità di soddisfarne le molteplici esigenze, oltre alle tracce ancora visibili di un incendio, furono forse all’origine della radicale ristrutturazione effettuata in quegli anni. Si ampliò la cubatura e, pur mantenendo invariata l’altezza complessiva del castello, si accrebbe la capacità ricettiva inserendo un nuovo piano tra il piano terreno ed il primo piano.

Ciò fu attuato demolendone la soletta del pavimento tra i due piani e ripartendo il nuovo spazio così ottenuto su tre piani dotati di un maggior numero di locali.

Le nuove planimetrie imposero, però, il tamponamento delle preesistenti pregevoli finestre gotiche e l’apertura di nuove finestre adeguate ai nuovi piani ed agli accresciuti locali del castello.

Nel primi decenni del 1700 figura quale esclusiva proprietaria la Contessa Anna Maria di Piossasco, vedova del Conte Giuseppe Antonio Simeone Balbis. Essa realizzò al secondo piano un Oratorio privato, ancor oggi presente, in cui era celebrata giornalmente la S. Messa.

Nel 1736 il castello di Pavarolo, insieme a quello di Montaldo, passò in proprietà ad Alessandro Ferrero dOrmea. Egli fu, verosimilmente, l’artefice di una nuova ala per la scuderia e di un sovrastante deposito di foraggi.

Una stampa del castello, prodotta dal Gonin nel 1850, indica come proprietaria una Contessa Gloria. Questa lasciò il castello al figlio primogenito che, nel 1867, lo vendette a Donato De BenedettIi.

Il di lui figlio, Ezechiele, nel 1881 lo rivendette ad Edoardo Pansoja di Borio che, a sua volta, nel 1884 lo cedette a Malvina Ganerì, figlia del Console inglese a Torino. Ella intraprese consistenti lavori di riadeguamento funzionale degli interni, di controsoffittatura e di decorazione delle pareti in stile neo-gotico anglosassone.

Nel 1920 ella vendette il castello a quattro imprenditori (Paletto, BeltramoPiovano e Vigna) che, nel 1924 lo rivendettero al casalese Francesco Zavattaro Ardizzi ma, a causa della sua prematura morte, l’atto d”acquisto fu firmato dalla vedova Giuseppina Cigala Fulgosi.

Da allora il castello appartiene agli Zavattaro Ardizzi che, dopo ulteriori consistenti lavori di consolidamento e di restauro conservativo, stabilmente lo abitano.

I servizi: location eventi e matrimoni di charme a Torino

Caratteristiche dei locali:
Il piano terreno è privo di barriere architettoniche ed è costituito da:
un locale di circa 53 mq con volte sagomate in mattoni, intonaco a calce sulle pareti, pavimento in mattone antico;
un locale di circa 80 mq con volta a botte in mattoni terminante al piano del pavimento in cotto;
un locale di circa 42 mq con soffitto a cassettoni e pareti decorati in stile neo gotico, pavimento in marmette bianche e nere fine ‘800; esso costituiva l’antico ingresso principale con scala interna d’accesso al primo piano;
la stanza del pozzo, molto suggestiva e con volta in mattone.

Tutti i locali hanno un proprio portone affacciato sul parco e sono collegati tra loro da ampie porte interne. Due distinte rampe di scale ed un moderno ascensore adducono ai piani superiori.

I locali del secondo piano sono accessibili dall’esterno con una doppia rampa di scale e, dall’interno con due scale e l’ascensore:
un locale di 52 mq, ha pavimento in cotto ed interamente decorata con fregi araldici fiammati in stile neo gotico;
un locale di 53 mq, ha soffitto in legno (capriate a vista) e pavimento in piastrelle rosse esagonali fine ‘800, 6 finestre a lunette ed un balconcino;
un locale di 20 mq ha soffitto a travi, pavimento in cotto rosso del ‘600, con 2 finestre rettangolari e caminetto;
altri 4 locali, di cui 1 con caminetto, di superficie complessiva di 90 mq, collegati da arcate. Essi sono decorati in stile neo gotico ed hanno soffitti di legno a cassettoni con pavimenti in cotto rosso del ‘600,
un locale di 42 mq con soffitto di legno con travi a vista e pavimento in assi antiche.

Il secondo piano è caratterizzato dai già citati pregevoli soffitti a cassettoni del ‘300, da una piccola cappella consacrata e da due eleganti suites.

All’ultimo pano è disponibile un appartamento dotato di cucina, due bagni e 7 camere, di cui una nella sovrastante torre.

Il parco ha una struttura tipicamente ottocentesca con belvedere, ghiaia ed aiuole. Il panorama spazla a 360 gradi, lasciando vedere:
A nord, il castello di Bardassano e, sullo sfondo, le Alpi con il gruppo del Monte Rosa;
Ad est, il castello di Montaldo e gli abitati di Cinzano e Marentino nonchè le colline verso Asti;
A sud, la piana che dal chierese si stende sino all’Appennino Iigure ed alle Alpi marittime;
Ad ovest, i colli dell’Eremo e della Maddalena e, in secondo piano, il Monviso e le Alpi. Piante ornamentali ed alberi d’alto fusto circondano le parti in declivio verso il paese.

Il paese di Pavarolo dista da Torino circa 15 km ed è raggiungibile via Superga, via Chieri e via Castiglione torinese.

L’accesso alla proprietà è da via Maestra n. 8, la via principale del paese. Dal cancello si accede al castello percorrendo un viale alberato ad “S”.

Internet
Parco o giardino
Accessibilità disabili
Bedrooms: 7
Saloni Per Eventi: 11
Posti Per Eventi: 280
Set In Esterni: Si
Set In Interni: Si
Set In Giardino: Si
Accessibilità Mezzi Per Eventi: No
Indirizzo: Via Maestra, 8
Città:
Regione:
Cap: 10020
Paese: Italia

Contatta la Dimora

Compare Listings