• IT | EN

Torre Volpe

Vivere la storia del Cilento
Cerca nel sito
Cerca nel sito
Ricerca Avanzata
Nessun prodotto trovato 0 results
Your search results

Contatta la Dimora

Torre Volpe nel Cilento

La casa-torre Volpe, che si erge tra le antiche case del vecchio suggestivo borgo di Melito, in Comune di Prignano Cilento, è uno dei pochi esempi di costruzioni difensive sopravvissute quasi integre alle ingiurie del tempo. Essa è posta in zona collinare, a pochi chilometri da Paestum e dal mare bandiera blu di Agropoli, in provincia di Salerno. Il sito, felice connubio tra storia, cultura e clima salubre, è immerso nel paesaggio che dalle alture del Cilento lascia scivolare lo sguardo verso il mar Tirreno, con le sue frequentate e ridenti località costiere e verso la ubertosa piana del Sele.

Dopo aver percorso pochi passi lungo l’acciottolato di una solitaria, silenziosa viuzza del borgo, stretta tra alti muri di pietra, vecchie case signorili e qualche albero di arancio, all’occhio del viandante appare improvvisamente la mole massiccia, merlata della torre contornata da un fosso e affiancata da un muro con un archetto che incornicia una porta di ferro.
Essa, secondo la tradizione locale, risalirebbe al secolo XI ma probabilmente è successiva. Presenta una struttura quadrangolare, in muratura di pietra locale a faccia vista, con le caratteristiche delle costruzioni alto-medioevali. Le mura sono munite di feritoie e, alla sommità, di merlature. Sono inoltre ancora visibili le pietre su cui scorrevano i cardini di un ponte levatoio. Nella parte frontale si trova l’antico stemma nobiliare della famiglia alla quale la fortificazione appartiene e per i cui antenati costituiva luogo di rifugio durante le scorrerie piratesche dei saraceni sulle coste cilentane e, successivamente, brigantesche.
Oltre la porta sulla strada, un grazioso cortiletto, decorato di edera e corredato sul fondo di un’antica fontanina e di un portoncino d’ingresso, accoglie l’ospite.

Entrati nella casa, una breve teoria di camere di rappresentanza si snoda in una sala, detta dell’arazzo, una sala del trofeo d’armi, una delle alabarde, quest’ultima con un suggestivo camino di pietra di piperno che invita ad una sosta salottiera. La vicina camera da letto padronale è a sua volta arredata con mobili d’epoca, reperiti tra lasciti di famiglia ed acquisti antiquari ed ispira un’atmosfera castellana, un po’ feudale, così come gli altri ambienti.
Al piano terra sottostante, la sala da pranzo invoglia a trascorrervi piacevoli ore conviviali, tra arredi in armonia con il luogo e con l’epoca, trofei di caccia e suggestive suppellettili.
La sala da pranzo, così come due accoglienti camere da letto, ugualmente poste al piano terra e arredate con sobrietà ed un pizzico di ricercatezza, si apre su un luminoso, piccolo giardino ben curato, contornato da un muro merlato, circondato da rigogliosa vegetazione, aperto verso colli sparsi, lontani borghi e spicchi di mare blu.

La torre, che, come una vecchia signora carica d’anni, sovrasta e padroneggia il contesto, quasi a sorvegliare la dimora e il borgo dall’alto dei suoi numerosi secoli, invita l’ospite ad arrampicarsi in cima, fino al belvedere, e lo conquista infine con lo splendido spettacolo della natura rigogliosa e incontaminata, delle montagne circostanti, del mare sullo sfondo, fino al lontano magico profilo dell’isola di Capri e della Costiera Amalfitana.

La Storia di Torre Volpe

La casa torre Volpe si erge nella frazione di Melito, che è il borgo più antico di Prignano Cilento, centro agricolo commerciale della provincia di Salerno, situato a 415 mt. di altezza sul livello del mare, sulla più importante arteria di collegamento tra il basso e l’alto Cilento. Tale borgo, leggermente isolato dall’agglomerato urbano di Prignano, è immerso nel paesaggio che dalle alture del Cilento si snoda verso il mar Tirreno, distante solo 15 minuti d’auto, con le sue ridenti località costiere, e verso la piana del Sele, ove si ergono i templi di Paestum, ove pascolano mandrie di bufale e sorgono ottimi caseifici.

L’impianto urbanistico originario del borgo, risalente circa all’VIII° secolo d. c., ha il suo nucleo centrale nella vecchia stradina di vico degli Aranci, in cui, tra alcuni edifici nobiliari e un vecchio frantoio, si erge la Torre Volpe, che costituisce un ultimo esempio del sistema difensivo altomedioevale del Cilento. Nei pressi è la cinquecentesca chiesetta di S. Caterina, presentante all’interno un altare in calcina e pietra ed un’antica tela che rappresenta “il Mistico sposalizio di S. Caterina con Gesù”; poco più oltre, racchiusa in una costruzione rurale, vi è una sorgente chiamata “fontana vecchia”, che, prima dell’acquedotto, riforniva di acqua il paese.
La Torre, che, secondo la tradizione locale, risalirebbe al secolo XI°, ma probabilmente è più tarda, presenta una struttura quadrangolare e massiccia. Le mura sono munite di feritoie e, alla sommità, di merlature. Sono inoltre ancora visibili le pietre su cui scorrevano i cardini di un ponte levatoio. Nella parte frontale si trova l’antico stemma nobiliare della famiglia alla quale la fortificazione appartiene e per i cui antenati costituì luogo di rifugio durante le scorrerie piratesche dei saraceni sulle coste cilentane e, successivamente, brigantesche.

L’intero complesso storico, vincolato come bene culturale, è stato oggetto per anni di un accurato, impegnativo e laborioso intervento di restauro conservativo. La casa-torre, sotto l’aspetto tecnico, è un edificio con struttura portante in muratura di pietra locale a faccia vista, muratura che nella parte bassa raggiunge uno spessore di circa 130 cm., fino a raggiungere nella parte alta uno spessore di 70 cm. La sua non facile espugnabilità – dovuta anche ad una precedente maggiore altezza – sembra trovare conferma nella presenza di un ampio ambiente sottostante che forse fungeva da luogo di raccolta di viveri e di acqua durante gli assedi. La tradizione orale paesana ha tramandato che essa presentava alla sommità uno spazio nella cui parte centrale era situata una macchina da guerra primordiale, una sorta di una grossa girandola munita di una catena di ferro cui era attaccata una palla di pietra che veniva fatta ruotare dagli assediati e lanciata quindi contro gli aggressori.

Prima del restauro, mentre i cantonali della struttura, che evidenziavano l’utilizzo di pietre squadrate di grosse dimensioni, erano ben solidi, alcune parti murarie erano deteriorate e con lesioni, inoltre, i solai di legno dei vari livelli, così come i manti di copertura, risultavano in pessime condizioni: sono stati, quindi, così come gli infissi, in parte recuperati e in parte sostituiti con opere di rinforzo in ferro. In particolare, i solai, realizzati con travi di legno lamellari in rovere scuro, sono staccati dalla muratura, e poggiano su telai di ferro che a loro volta, sono retti da quattro mensole per piano; queste costituiscono gli unici elementi di contatto con la struttura muraria; nello spazio tra mura e solai è stato realizzato un tipo di illuminazione che dall’alto è indirizzato verso le pareti, creando un effetto suggestivo. La Torre è separata dalle strutture adiacenti attraverso dei tagli trasversali, che ne hanno rafforzato la statica in quanto la strombatura della torre stessa è stata liberata per tutta la sua lunghezza originaria dai corpi murari che le erano addossati, è stata data luminosità agli ambienti interni e ne è risultato accentuato l’aspetto storico. Tale separazione ha altresì una giustificazione funzionale essendo la torre adibita esclusivamente ad esposizione, mentre gli altri ambienti formano la parte residenziale.

Il concetto di “conservazione e preservazione” è stato dunque esteso all’intero complesso per valorizzare il più possibile le caratteristiche peculiari originarie del monumento. Per la sistemazione dei pavimenti sono state utilizzate lastre di pietra, come era in origine, ricorrendo al materiale recuperato e accantonato, e per gli impianti si è realizzato il minimo impatto visivo, ricorrendo a tubazioni e canali, nonché a sistemi di accensione e spegnimento occultati. In tal modo le opere realizzate non hanno modificato in alcun modo la sagoma e l’architettura del complesso.

I Servizi

I proprietari accolgono gli ospiti offrendo servizi di ospitalità con prima colazione servita in prossimità di un grazioso prato all’inglese o nella sala da pranzo medioevale. Il giardino è a disposizione degli ospiti così come il collegamento ad Internet WIFI disponibile gratuitamente. Sono previsti la pulizia giornaliera e il cambio della biancheria 2 volte alla settimana. Un servizio di transfert dagli aereoporti di Napoli e Salerno nonché dalla stazione di Agropoli è acquistabile su richiesta. Sono altresì acquistabili escursioni e tours guidati realizzati su misura. Per piccoli gruppi è possibile organizzare incontri per degustazioni di vino e di prodotti tipici locali. Il carattere medioevale della struttura si presta per l’ambientazione di set cinematografici o televisivi. Gli ospiti potranno sentirsi partecipi, anche per il carattere familiare e riservato della struttura di emozioni esclusive e di atmosfere antiche.

Il prezzo delle camere varia da 120,00 Euro a 150,00 Euro in base ai periodi

Visite con guida su appuntamento

Telefono: 3395980959 3477312957

Luoghi di interesse nelle vicinanze:

Paestum 12 km, Castellabate 14 km, Velia 24 Km

Internet
Parco o giardino
Price: € 120 / giorno
Bedrooms: 2
Posti Letto: 4
Saloni Per Eventi: 3
Posti Per Eventi: 30
Set In Esterni: No
Set In Interni: No
Set In Giardino: No
Accessibilità Mezzi Per Eventi: No
Telefono: 3395980959 3477312957
Indirizzo: Via Santa Caterina, Vico degli aranci, 7
Regione:
Cap: 84060
Paese: Italia
Telefono: 3395980959 3477312957

Contatta la Dimora

Compare Listings