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Villa Paleotta

una villa di charme per eventi vicino Mantova
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La Storia

Il complesso di Villa Paleotta è, probabilmente, da far risalire alla fine del XVII secolo il nucleo architettonico più antico edificato per volere dei marchesi Paleotti ( nobile famiglia di origine emiliana ). La villa e la corte, collocata nelle immediate vicinanze nell’attuale Comune di Poggio Rusco ( toponimo che deriva probabilmente da ruscus aculeatus una essenza dotata di spine tipica degli acquitrini di questo territorio ), è individuabile nelle mappe del Catasto Teresiano ( 1777 ) del territorio mantovano e, alla luce delle attuali conoscenze, da intendersi come la più antica rappresentazione dell’edificio e della proprietà.

E’ sempre con i nobili Paleotti ipotizzabile l’edificazione dell’oratorio , dedicato a San Francesco di Sales , situato nel bosco della grande proprietà , una semplice costruzione ad ” aula ” absidata , ancora esistente ma ampiamente rimaneggiata in tempi recenti.

La storiografia locale propone ,ad una certa data , che ai marchesi Paleotti subentrino i Lanzoni  , probabilmente per motivi di unione matrimoniale tra i membri delle due nobili famiglie. Risulta che I fratelli Giovanni Ludovico , padre di Annibale, e suo fratello Marco Antonio avessero acquistato dei terreni a Quattro case ( D’Arco ,famiglie, V , p.76 ) .

In  seguito i beni di Annibale passano in parte alla famiglia Paleotti di Bologna. Nel 1706 egli è definito: marchese Annibale Carlo Maria Paleotti Lanzoni ……nobile mantovano e patrizio bolognese ( D’Arco ,famiglie , V , p. 78 ). A conferma di questa ipotesi resta un quadro, una pala d’altare dedicata al ” Martirio di Santa Caterina ” collocato nella cappella privata di un’abitazione nella vicina località denominata “Quattro Case ” in cui viene rappresentato lo stemma araldico dei Paleotti ( una figura di un cane ) accoppiato a quello dei Lanzoni ( l’immagine di due lance ).

L’edificazione della residenza e del giardino , per volontà dei nobili Paleotti , nel contado mantovano , rientra in quel preciso gusto aristocratico dell’epoca legato principalmente al godimento dell’otium cioè allo svago ed alle cacce , alla tranquillità della campagna e dei boschi ,insomma al divertimento ” villereccio ” ma non slegato però alla produzione agricola che il vasto fondo doveva offrire al proprietario, attraverso la coltivazione e la cura dei terreni e delle diverse aree e degli edifici funzionali adiacenti,

Probabilmente nella prima metà dell’Ottocento , al corpo quadrangolare della villa preesistente vengono edificate le due ali simmetriche più basse , notevolmente arretrate rispetto al volume principale della residenza .Questi corpi sono strutturati verso il grande giardino che si sviluppa nella parte posteriore al complesso , con un portico ad archi ribassati , sorretto da pilastri accentuando scenograficamente l’edificio centrale quadrangolare più antico e più alto .

La villa passa di proprietà ai Lanzoni fino al 1937 ed in seguito ai Longhi attuali proprietari.

La casa ” padronale ” antica si sviluppa su due piani; il piano terreno che doveva fungere da zona di ” servizio” alla villa e la parte alta, il piano “nobile” è caratterizzato da una sequenza simmetrica e ampie stanze intorno al grande salone centrale corredato da scale curvilinee a doppia rampa poste sull’asse centrale longitudinale mettendo in relazione, attraverso i due portali a botte, lo spazio interno con lo spazio esterno del giardino. Resta proprio l’asse centrale, di intonazione secentesca ad individuare il percorso ” a cannocchiale ” che parte dal portale d’ingresso della proprietà, costituito da pilastri bugnati sormontati da basi in pietra modanate e, oltrepassando il viale alberato d’accesso, entra nella villa attraverso la scala a ” tenaglia ” attraversando il salone centrale, per poi raggiungere l’ampio parterre erboso, il parco e l’esteso bosco.

Il corpo cubico centrale è tipologicamente  affine alle corti Quattro/Cinquecentesche del contado mantovano gonzaghesco. Inoltre, al suo interno, proprio il grande salone centrale passante, a doppia altezza ( circa mt. 5,85 ) denuncia fortemente affinità con lo schema tipologico della “corte padronale mantovana  .

La villa viene ampiamente restaurata dopo gli eventi bellici dell’ultima guerra: il complesso divenuto sede del comando Tedesco , subisce gravi danni a causa di un bombardamento degli alleati nel 1944.l’ala posta a sud e parte dell’adiacente antico nucleo centrale, viene ampiamente danneggiato ed in parte distrutto procedendo, in seguito, alla sua riedificazione.

Resta integra la decorazione in stile neoclassico, del grande salone centrale: una successione di paraste scanalate, poggianti su base e zoccolatura, con eleganti capitelli ionici e sovrastante cornice conclusiva in stucco e pietra. Su ogni apertura del salone, raffinate porte a due battenti in noce, inquadrate da una importante imbotte, sono inseriti pannelli-sovraporta dipinti con vedute paesaggistiche ed architettoniche di tardo Ottocento. La pavimentazione è prevalentemente in cotto. Il complesso architettonico è inserito in un ampio giardino che diviene, nella zona retrostante, un vasto ed articolato parco in cui dimorano pregevoli essenze anche secolari (pioppo bianco, pioppo nero, salice, olmo campestre, acero, frassino etc.); all’interno del parco, nella zona settentrionale, è inserita una piccola cappella dedicata a San Francesco di Sales ( 1567 – 1622 ), di origine secentesca. L’oratorio della Paleotta fu visitato ( da fonti ecclesiastiche ) dal Vescovo Giovanni Cattaneo nel 1676, essendo parroco nel paese di Poggio Rusco Don Giovanni Battista Cavazza, nel 1828 dal Vescovo Giuseppe Maria Bozzi, essendo parroco Giorgio Mori Bocchi, nel 1837 dal Vescovo  Giovanni Battista Bellè essendo parroco ancora Giorgio Mori Bocchi.

Inoltre è da menzionare la casa del custode a ridosso del muro collegato al portale d’accesso della proprietà ,una piccola abitazione su due piani con copertura a quattro falde .

Il  Giardino

Varcato il portale d’accesso alla villa, a sottolineare l’asse prospettico centrale dell’impianto sono i platani secolari, simmetricamente messi a dimora a lato del viale d’accesso, ai piedi dei quali si sviluppa una siepe di carpino. Sono platani misti: di tipo occidentale (dalla corteccia che ,sfaldandosi , mostra il legno vivo con cavità) e del tipo orientale (con superficie continua). Il viale d’accesso con ghiaietto separa due zone simmetriche a prato; nella zona a ovest dimora una siepe arbustiva, che segna il confine prospiciente la strada, e dimorano essenze arbustive sparse come liquidamber, catalpa, bagolaro, robinia, salice e abete rosso; inoltre, in questa parte di giardino, è collocato un pregevole pozzo tondo con modanature scolpito in un unico blocco di pietra con stemma della famiglia Lanzoni. In prossimità si scorge un piccolo edificio, su pianta cruciforme, i cui volumi sono sormontati da tre coperture con tetti a due acque a forte pendenza, un’architettura rustica adibita a ricovero di animali da giardino e volatili.

L’asse ideale prospettico e simmetrico, oltrepassando il salone centrale della villa, conduce al giardino, poi parco e bosco situato sul retro del complesso. Il rapporto si fa graduale per l’attraversamento prima del porticato, poi di una zona pavimentata, un largo prato che si dilata nella grande radura verde.

Il parco – bosco 

Per una descrizione sintetica del “parco-bosco” della proprietà si specifica che il primo strato ( fino all’altezza di circa un metro ) è definito sottobosco, nel secondo strato prevale la parte arbustiva (fino a cinque metri di altezza) ed il terzo strato è composto da veri e propri alberi fino a superare un’altezza di venti metri. Il parco è ” disegnato ” da diversi sentieri che lo definiscono in settori, circa dieci, anche se la zona del parco in asse con la parte antica della villa, probabilmente la più ampia, è trattata a prato con un restringimento nella parte finale, parte che va oltre il centro ideale del parco stesso. Resta interessante elencare sinteticamente gran parte delle essenze vegetali (arboree e cespugliose) che dimorano nel giardino.

Sottobosco: edera, brionia, vinca, aristoloquia, iliacea, ranuncolo

Alberi ad alto fusto: cedro del Libano (150-200 anni ), quercia secolare (circonferenza 340 cm)

Da un punto di vista botanico il parco di Villa Paleotta -Lanzoni lo si può valutare come un frammento di quella antica “foresta planiziale” presente nella preistoria.

Location per eventi e matrimoni

Villa Paelotta è una villa storica del mantovano con parco annesso. La dimora è una location ideale per eventi privati di charme come matrimoni, meeting, convegni, conferenze ed eventi culturali. Gli ambienti possono ospitare fino a 150 ospiti seduti nelle sale interne. All’esterno si possono ospitare 300 persone.

Visite

ogni mercoledi dalle ore 10,00 alle ore 12,00. Visite al parco solamente nel periodo estivo (da Maggio a Settembre) € 20 a persona  – € 100 per gruppo famigliare – da convenire per comitive (scolastiche e non)

Siti Unesco nelle vicinanze

Dal 07 Luglio 2008 il Sito “ Mantova e Sabbioneta ” fa parte del Patrimonio Mondiale (World Heritage List) dell’UNESCO

Museo Civico di Palazzo Te ( 1525-1535) capolavoro di Giulio Romano ( 1499-1546 ). Villa rinascimentale suburbana. Da segnalare la Sala dei cavalli ( a grandezza naturale ), la camera di Amore e Psiche e la sala dei Giganti.

Il Tempio di San Sebastiano costruito da Leon Battista Alberti  1460

Teatro Scientifico Bibiena 1767-1769. il 16 Gennaio 1770 il giovinetto Wolfang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, tenne assieme al padre Leopold un memorabile concerto.

Palazzo Ducale della fine del 1200, una vera città-palazzo, con più di 500 sale, collegato con esso il castello di San Giorgio ove è racchiusa la sala più famosa di tutto il palazzo ducale, la camera degli Sposi affrescata tra il 1465-1474 da Andrea Mantegna. E’ considerata uno dei capolavori assoluti della pittura italiana del Quattrocento (a Km 45)

Sabbioneta, un piccolo gioiello urbano di valore inestimabile, nata dal sogno umanistico di Vespasiano Gonzaga (1531-1591 ). Questa città ideale fu edificata dal nulla nella seconda metà del 500, sul modello delle antiche città del mondo classico con l’intento di creare una piccola Atene.

Da segnalare il Teatro Olimpico progettato da Vincenzo Scamozzi e decorato con affreschi di Paolo Veronese. (a Km 70)

Città di Verona dal 30 Novembre 2000 World Heritage List, l’ Arena (I secolo d.c). e P.zza Bra – Ponte Pietra -P.zza Erbe -Madonna Verona e Casa Mazzanti – Castel San Pietro (a Km 60)

Città di Modena World Heritage List dal 1997, il Duomo di Modena capolavoro internazionale del Romanico progettato da lanfrtanco nel 1099, conserva le sculture di Wiligelmo e dei maestri campionesi. La Ghirlandina, alta quasi 90 metri, è uno dei più bei campanili d’Italia. P.zza Grande e il Palazzo Comunale ( a Km 50 )

Città di Ferrara World Heritage List dal 1995 edificata tra il XV ed il XVI, famiglia degli Este, con la Cattedrale Romano-Gotica 1135, il Castello Estense 1385, il Palazzo dei Diamanti (a Km 50)

Gli ospiti interessati possono usufruire di un efficiente sistema di trasporto privato N.C.C. per raggiungere e visitare i siti Unesco.

Internet
Parco o giardino
Price: € 130 a partire da
Posti Letto: 2
Saloni Per Eventi: 1
Posti Per Eventi: 150
Set In Esterni: Si
Set In Interni: Si
Set In Giardino: Si
Accessibilità Mezzi Per Eventi: Si
Indirizzo: Via G.Marconi, 35
Città:
Regione:
Paese: Italia

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