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Villa Pisani

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VILLA PISANI SCALABRIN A VESCOVANA

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Villa Pisani a Vescovana

La villa fu costruita nella prima metà del’500 su committenza del Cardinale Francesco Pisani, Vescovo di Padova, per farne la sede amministrativa delle proprietà fondiarie acquisite dalla famiglia nel 1478 nella Bassa Padovana.

Successivamente allo spostamento degli interessi economico-finanziari della famiglia, il nobile veneziano commissionò ad Andrea Palladio e ai maggiori architetti e pittori del tempo la costruzione e la decorazione di numerose ville e palazzi nella zona, tra cui il Palazzo di Montagnana e quello di Monselice.

La storia di Villa Pisani

Cunizza, Marchesa d’Este, il Cardinale Francesco Pisani, Vescovo di Padova, la Contessa Evelyn van Millingen Pisani sono gli assoluti protagonisti della storia di Villa Pisani di Vescovana:  da antica Corte medievale con la prima nobile Contessa di Ravensburg e Sassonia, a sontuoso palazzo rinascimentale con la famiglia Pisani di Santo Stefano, sino a meravigliosa oasi di natura, con la creazione, attorno al palazzo, di uno straordinario giardino eclettico e un parco romantico di stile inglese; raffinato salotto culturale cosmopolita ottocentesco con Evelina Pisani, moglie dell’ultimo Signore di Vescovana, Almorò III, che pone fine alla dinastia dei Pisani.
Fu nella prima metà del ‘500 che  il Cardinale Francesco Pisani iniziò la costruzione di Villa Pisani, sull’ antica Rocca medievale estense e, contestualmente, commissionò ad Andrea Palladio il Palazzo Pisani di Montagnana e il Palazzetto Pisani di Monselice.

Da questa splendida dimora, a partire dal 1478 fino al 1900,  la famiglia Pisani di Santo Stefano, che aveva acquistato migliaia di campi dalla Repubblica di Venezia,  governò il suo enorme feudo in terra ferma.

Naturalmente, com’ era nella tradizione di famiglia, la villa fu sontuosamente affrescata da Paolo Veronese, Gian Battista Zelotti e Dario Varotari.

Evelina, nata a Costantinopoli da padre inglese di origine fiamminga, visse a lungo in Turchia e in Inghilterra; nel 1852, arrivata a Venezia,  conquistò con il fascino della sua bellezza e della sua vasta cultura, il Conte Pisani.

Divise quindi  la sua esistenza tra Venezia e Vescovana, dove diede vita al giardino, che ella chiamava il suo Crispin de Passe perché ispirato dall’Hortus Floridus dell’incisore e botanico fiammingo del 1600 Crispin van de Passe, nel quale aggiunse elementi evocativi e simbolici del giardino islamico e attorno al quale creò un vastissimo parco romantico inglese, ricco di piante secolari e arricchito da uno straordinario arredo la