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Villa Sagramoso Sacchetti

Vivere, tra cipressi, vigneti e olivi, la magia di una Villa Veneta nella sua dimensione più autentica.
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Villa Sagramoso Sacchetti

Tra Verona e il lago di Garda, immediatamente ai margini della Valpolicella, la villa Sagramoso Sacchetti già d’Arco è una dimora Sanmicheliana del XVI secolo, al cuore di un’impresa agrituristica, che vuole offrire ai propri ospiti l’esperienza di vivere, tra cipressi, vigneti e olivi, la magia di una Villa Veneta nella sua dimensione più autentica.

Il termine “villa”, nella accezione classica del termine, indicava un podere di campagna usato dai patrizi romani per gestire le diverse attività agricole. Inoltre queste dimore suburbane erano anche vissute come luoghi di delizia per i loro “otium” ove dedicarsi alle conversazioni filosofiche, ai momenti ludici e conviviali. Al termine del periodo Repubblicano della Storia Romana, la “villa” divenne sempre più luogo di villeggiatura e i rustici fecero parte integrante di sontuose architetture immerse nella natura.

Dopo il declino del Medioevo, durante il Rinascimento, il concetto di “villa” come “buen retiro” trova il suo apogeo, con significative differenze nelle varie realtà territoriali dell’Italia del XV e XVI secolo.

Una realtà a parte sono le così dette “Ville Venete” nate a partire dagli inizi del Quatrocento come mirabile sintesi fra lo sfarzo di residenze “extra moenia” per l’aristocrazia veneziana e i luoghi dove intraprendere l’agricoltura su vasta scala, qualificandoli sovente con edifici e strutture di supporto quali barchesse, rustici e torri colombari.

Dopo decenni di abbandono e vicessitudini belliche, quanto rimaneva dell’antica Villa venne acquistato nei primi anni ’60 del secolo scorso dai coniugi Alessandro e Rosandra Sagramoso Sacchetti col supporto e la preziosa consulenza dello storico veronese Giuseppe Silvestri e dell’allora sovraintendente Pietro Gazzola.

Negli anni seguenti, i Conti Sagramoso Sacchetti intrapresero una meritoria e difficile opera di recupero del complesso monumentale riportando la Villa e le pertinenze storiche a nuova vita.

La nuova generazione della famiglia, rappresentata dalle sorelle Chiarastella e Ludovica, ha deciso di riproporre l’essenza autentica della Villa Veneta, quale casa patrizia al centro delle attività agricole, per farvi rivivere atmosfere e tradizioni di questa antica terra.

La Storia

L’Origine della Villa del Corno Alto è da ricercarsi in un’antica corte agricola, forse medievale, dotata di rusticali, forno e torre colombaia, sorta su uno scenografico promontorio che domina la val d’Adige e la Valpolicella. Agli inizi del Seicento ne entrò in possesso Gian Giacomo d’Arco, edificando il magnifico palazzo di villa e l’adiacente cappella privata dedicata a San Giacomo apostolo, che ancora oggi possiamo mirare.

Il prospetto principale della Villa, caratterizzato dalla scala a due rampe e dagli originali camini barocchi. Le caratteristiche stilistiche si rifanno a quelle del celebre architetto veronese Sanmicheli (1484-1559). Sulle opposte facciate presenta lo stemma araldico della famiglia originaria, d’Arco, e quello della famiglia attualmente proprietaria, Sagramoso. Inoltre si evidenzia la presenza di un mascherone barbuto, classica pietra terminale dei portali in epoca rinascimentale barocca sovente scolpita con l’immagine di divinità dell’Olimpo o volti grotteschi.

La Torre Colombara di Villa Sagramoso Sacchetti nasce da un primitivo edificio tardo medievale trasformato agli inizi del Seicento con l’inserimento di due ampi portali in stile rinascimentale con blocchi di calcare giallo abbugnato rustico in assonanza con il maestoso portale di accesso alla corte.

Il Rusticale, tipico edificio adibito un tempo all’abitazione contadina presenta un caratteristico ballatoio che divide in due l’ampio loggiato.

Le Barchesse erano in epoca veneziana ricoveri per attrezzi e carri agricoli.

Cappella privata gentilizia: dedicata all’apostolo Giacomo; l’interno ha un tetto a capanna ed è a navata unica, sul pavimento è pre