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Posted by user1131 on Luglio 17, 2015
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Palazzo Piacentini, ora sede del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria o Museo Nazionale della Magna Grecia, è uno storico ed importante ente di conservazione della cultura italiana, in possesso di una delle più ragguardevoli collezioni di reperti provenienti dalla Magna Grecia.

Sorto nel XIX secolo con l’intento di raccogliere i materiali ceduti dal museo civico della città, con il tempo so è arricchito di molti reperti, frutto delle varie campagne di scavo condotte fino ad oggi dalla Soprintendenza archeologica della Calabria.

Tra le opere custodite all’interno, sicuramente le più importanti sono i Bronzi di Riace – due statue di bronzo di provenienza greca o magnogreca o siceliota, databili al V secolo a.C. – rinvenute il 16 agosto 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria. Infatti proprio in quell’anno, Stefano Mariottini, giovane sub dilettante romano, si immerse nel Mar Ionio a 300 metri dalle coste di Riace e rinvenne a 8 metri di profondità le statue dei due guerrieri.

L’attenzione del subacqueo fu attratta dal braccio sinistro di quella che poi sarebbe stata denominata statua A, unico elemento che emergeva dalla sabbia del fondo. Per sollevare e recuperare i due capolavori, i Carabinieri del nucleo sommozzatori utilizzarono un pallone gonfiato con l’aria delle bombole. Il 21 agosto fu recuperata la statua B, mentre il giorno successivo toccò alla statua A (che ricadde al fondo una volta prima d’essere portata al sicuro sulla spiaggia).

Considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell’ età classica, le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono diverse, ma non esistono ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno specifico scultore, che sono quasi certamente opere originali dell’arte greca del V secolo a.C., e dal momento del ritrovamento hanno stimolato gli studiosi alla ricerca dell’identità dei personaggi e degli autori. Ancora oggi non è stata raggiunta unanimità per quanto riguarda la datazione, la provenienza e tanto meno gli artefici delle due sculture.

Una buona ipotesi sulla provenienza e la datazione delle due statue, potrebbe essere :

• Il Bronzo A (il giovane) potrebbe raffigurare Tideo, un feroce eroe dell’Etolia, figlio del dio Ares e protetto dalla dea Atena.

• Il Bronzo B (il vecchio) sarebbe invece Anfiarao, il profeta guerriero che profetizzò la propria morte sotto le mura di Tebe.

Tutti e due infatti parteciparono alla mitica spedizione della città di Argo contro quella di Tebe che, come lo stesso Anfiarao aveva previsto, ebbe conclusione disastrosa.

Da segnalare la Testa di Filosofo da Porticello, anche questa proveniente dal fondo del mare.
Curiosità: il 9 settembre 1981 le Poste Italiane emettono il primo francobollo raffigurante i Bronzi di Riace.

Indirizzo: Piazza Giuseppe De Nava, 26 – 89123 Reggio Calabria
Telefono: 0965 898272

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