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Posted by user1131 on Luglio 21, 2015
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Uno dei più importanti musei d’arte ceramica del mondo è situato a Faenza, in provincia di Ravenna.

Nelle sue sale si possono ammirare le opere delle officine di ceramica italiana dal Medioevo fino all’Ottocento; del Vicino Oriente Antico; di area mediterranea in periodo ellenistico; precolombiana ed islamica.

Un’ulteriore ampia sezione è inoltre dedicata alla ceramica moderna e contemporanea.

Il Museo, a partire dal 1963 ha indotto con scadenza biennale un concorso internazionale sulla ceramica artistica. Ciò gli ha permesso di ampliare le sue raccolte con eccellenti opere provenienti da ogni parte del mondo.

L’origine del Museo iniziò con l’Esposizione Internazionale di Faenza, tenutasi nel 1908 e dedicata al terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli.

La celebrazione di questo prestigioso evento vide confluire a Faenza gli artisti più famosi ed apprezzati  nel campo delle  arti applicate.

Fu un straordinario successo e Gaetano Ballardini, ideatore del progetto nascente del Museo delle ceramiche, ne raccolse ovviamente i frutti e cominciò a collocare, nelle sale dell’ex convento di San Maglorio, la prima raccolta delle ceramiche.

La sua opera di sensibilizzazione presso collezionisti privati ed enti pubblici riuscì a fargli ottenere donazioni e riconoscimenti istituzionali.

Egli non volle per il museo soltanto l’incremento e la diversificazione dell’antica ceramica italiana ed estera ma si preoccupò altresì e sin dall’inizio, di stabilire rapporti con le scuole di formazione tecnica ed artistica.

Divenne promotore di mostre nazionali ed internazionali, fino a fondare la rivista specializzata Faenza. Il suo amore e la passione per il territorio di cui era figlio e che tanto lustro aveva donato all’arte della ceramica, lo spinse ad essere primo testimone di questa secolare tradizione al fine di trasmetterla alle generazioni future.

L’identità del Museo si riconobbe quindi nella Scuola di Ceramica, oggi Istituto Statale d’Arte per la Ceramica G. Ballardini, per il  recupero scientifico delle antiche tecniche antiche della ceramica.

Un esempio unico nel suo genere, il Museo di Faenza acquisì nel tempo sempre maggior prestigio, soprattutto a livello internazionale e nel 1926 contava, oltre alle collezioni antiche, anche una sezione dedicata alle celebri fabbriche di ceramica europea ed una ai più qualificati ceramisti contemporanei.

Nel corso della seconda guerra mondiale il complesso fu pesantemente bombardato; il conflitto provocò gravissimi danni alle sue strutture; ma anche allora Ballardini, non si perse d’animo e si rimise al lavoro attraverso la raccolta di fondi e l’opera di sensibilizzazione del mondo dell’arte e presso le istituzioni competenti.

Nel 1949 si riaprirono le prime sale espositive e fu proprio in quel periodo che l’amore e l’interesse per la ceramica di grandissimi artisti di fama mondiale come Picasso, Leger, Matisse e Chagal, li spinse a donare importanti opere al museo.

Nel periodo del dopoguerra cominciarono le donazioni di intere collezioni private e quelle che ne integrarono magnificamente il già più che cospicuo patrimonio, furono le collezioni Merenghi, Benini, Ugolini, Rusconi, fino ad arrivare a quelle più recenti di Cora, Fanfani e Cantagalli.

Oggi il Museo vanta un corpus di oltre 40.000 reperti ceramici.

Nel 2011 il museo ha ottenuto dall’Unesco il prestigioso riconoscimento di “Monumento testimone di una cultura di pace”.

Viale Alfredo Baccarini, 19, 48018 Faenza RA

Telefono: 0546 697311

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