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Posted by user1131 on Luglio 24, 2015
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Il Museo Archeologico Antonio Salinas si trova a Palermo e contiene una delle più ricche collezioni d’arte punica e greca d’Italia e testimonianze di gran parte della storia della Sicilia.

Composto in parte da collezioni private acquistate o donate al museo stesso nel corso dei secoli,  è dedicato ad Antonio Salinas, famoso archeologo e numismatico di Palermo. E’ parte del complesso monumentale dell’Olivella, assieme alla chiesa di San Ignazio con l’attiguo Oratorio.

La costruzione del complesso architettonico ebbe inizio sul finire del XVI secolo progettata dall’architetto Antonio Muttone per la Casa dei Padri della Congregazione di San Filippo Neri ed include anche la chiesa di Sant’Ignazio e l’Oratorio di San Filippo Neri.

Dopo l’emanazione, nel 1886, della legge sulla soppressione degli ordini religiosi del 1866 l’edificio fu confiscato alla Congregazione e divenne sede del museo nazionale.

Per eseguire i lavori di trasformazione la costruzione venne completamente stravolta dalla sua forma originaria al fine di andare  andare incontro alle ben diverse esigenze museali.

A partire da quegli anni e sino ad oggi sono state numerose le trasformazioni che lo stesso ha subito.  Nel corso del secondo conflitto mondiale Jole Bovio Marconi, direttrice del Museo, spostò tutto il materiale custodito all’interno e lo trasporto nel convento di San Martino delle Scale.

Ciò, ovviamente, preservò la collezione dalle distruzioni  dei bombardamenti. Al termine della guerra la Bovio Marconi curò i lavori di  riallestimento.

Nel 2009 il museo è stato chiuso per l’apertura del cantiere di restauro e  di riammodernamento della struttura.  I lavori, che dovevano terminare nel 2012, sono ancora in corso nel 2015 e il museo rimane chiuso.

Nel 2014 sono stati però aperti alcuni ambienti situati al pianterreno per una mostra dedicata ad Antonino Salinas, per celebrare i cento dalla sua morte.

Al piano terreno, vi è una sezione dedicata ai reperti rinvenuti durante scavi subacquei: materiali che facevano parte del carico delle navi e che vanno dalla cultura dei Punici a quella dei Romani.

Alla sezione fenicio-punica appartengono due grandi sarcofagi antropomorfi del V secolo a.C., vi sono anche sculture di divinità fenicie e stele votive da Mozia e da Lilibeo, insieme a vasellame vitreo proveniente dall’insediamento di Monte Porcara (Bagheria).

All’area archeologica sono dedicate alcune sale con la ricomposizione del frontone orientale con Gorgone del Tempio C, numerose metope con rilievi mitologici, sculture d’età arcaica e classica, la Tavola Selinuntina che celebra la ricchezza della città, le stele gemine del santuario di Zeus Meilichios.

In un ulteriore ambiente sono invece custoditi i reperti provenienti da Himera e vi è stata ricomposta la sima laterale dell’Athenaion, tempio dedicato alla dea Atena.

Altre sale ancora custodiscono oggetti e sculture provenienti da Solunto, Megara Hyblaea, Tindari, Camarina ed Agrigento.

Tra le opere più suggestive e di maggior rilievo artistico vi è il grande Ariete di bronzo del III secolo a.C. proveniente da Siracusa, l’Eracle che abbatte la cerva, copia romana da un originale di Lisippo, ed  una copia romana in marmo del Satiro versante di Prassitele.

L’epoca romana è documentata da una collezione di sculture e mosaici staccati dalle ville di Piazza Vittoria a Palermo, nei cui pressi era collocato il foro della città romana.

In altri locali del museo hanno inoltro trovato spazio anche culture preistoriche presenti nelle grotte del territorio palermitano.

Indirizzo: Via Bara All’Olivella, 24, 90133 Palermo

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