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Posted by user1131 on Luglio 21, 2015
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Le Fonti del Clitunno si estendono su una superficie di quasi 10.000 mq lungo la via Flaminia fra nel comune di Campello sul Clitunno.

Il loro aspetto è davvero suggestivo; il laghetto, limpido specchio d’acqua popolato di nasturzi acquatici, nontiscordardimé della palude, cigni e anatre, e la magnificenza dei colori dei salici e dei pioppi cipressini  ispirò fin dall’antichità pittori, poeti e scrittori.

Il Clitunno è un fiume che scorre nel cuore dell’Italia, la verde terra umbra.

Nasce presso il percorso della via Flaminia, a Campello sul Clitunno e scorre per 60 km per gettarsi infine nel fiume Topino.

Conosciuto già nei tempi antichi aveva come nume tutelare il dio Giove Clitunno, venerato nel tempietto adiacente e proprio in quel luogo, nel mese di maggio si tenevano in suo onore i sacra clitumnalia.

Il tempietto venne purtroppo distrutto nel periodo imperiale, ma fu successivamente ricostruito in epoca longobarda, in parte con i materiali originali.

Con riferimento al laghetto il poeta Virgilio ricorda il trionfo dei romani nel corso della seconda guerra punica quando questi, alleati degli umbri, costrinsero Annibale alla fuga in seguito a una sanguinosa battaglia tenutasi nei pressi di Spoleto.

Sembra che all’epoca il fiume fosse navigabile e che avesse di conseguenza una portata maggiore rispetto a quella attuale. A testimonianza di ciò è rimasta una famosa lettera di Plinio il Giovane.

Un tempo sulle rive del Clitunno sorgevano meravigliose e fastose ville, mentre ora non vi sono che poche modeste case.

Il cambiamento, secondo alcuni studiosi, è da attribuire alle conseguenze del grande terremoto di Costantinopoli del 446, secondo altri ancora a quello de L’Aquila del 1703.

Anche i poeti di epoca moderna non sono rimasti insensibili all’atmosfera suggestiva del Clitunno; Thomas Macaulay lo ricorda nel suo Orazio e Byron nel quarto libro dell’Aroldo.

Nel nostro paese, ovviamente, il rimando più evidente va a Giosuè Carducci, che ispirato da un soggiorno a Spoleto compose la poesia “Alle Fonti del Clitumno“, successivamente pubblicata nelle “Odi barbare“.

Nei pressi delle sorgenti, nel 1852,  sono stati costruiti un parco ed un laghetto artificiale.

Le Fonti assunsero il loro aspetto attuale nella seconda metà dell’Ottocento grazie all’opera del conte Paolo Campello della Spina.

Nel 2011 l’Unesco ha incluso il tempietto che sorge sulle sue rive tra i patrimoni dell’umanità.

Indirizzo: 06042 Fonti del Clitunno, Campello sul Clitunno PG

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