Palazzo Gianfigliazzi Bonaparte

Palazzo Gianfigliazzi Bonaparte è situato su Lungarno Corsini nel cuore della città di Firenze, a pochi passi dal Ponte Vecchio e dal Duomo, esso costituisce una dimora ricca di fascino e storia.

Il Palazzo offre al visitatore una incantevole vista panoramica che abbraccia i Lungarni più eleganti della città sul cui percorso si incontrano gli orafi di Ponte Vecchio, i giardini pensili di Villa Bardini per proseguire fino ai maestosi campanili delle chiese del Carmine e di Santo Spirito.
Risalendo l’imponente scalone d’onore si accede direttamente al Piano Nobile ove il visitatore è accolto da un susseguirsi di ambienti dall’atmosfera nordeuropea a cui si deve il pregio di attribuire al Palazzo unicità tali da renderlo unico nel panorama architettonico delle dimore storiche fiorentine.

In seguito all’importante restauro strutturale e decorativo recentemente terminato, si è provveduto a dotare gli ambienti di innovativi sistemi di climatizzazione oltre ad impianti tecnici sofisticati che permettono alla struttura di adeguarsi alle odierne esigenze professionali rendendola una dimora contemporanea. Il Palazzo dispone anche di moderne e professionali attrezzature per la ristorazione oltre alle strutture necessarie e alle predisposizioni tecniche audio-visive e Wi-Fi.

La Sala della Musica costituisce la sala principale e più rappresentativa dell’intero Piano Nobile. Detta sala, oltre a disporre del maggiore spazio per la creazione di un evento, privilegia del fantastico panorama sul centro storico cittadino e di un lungo balcone che la percorre all’esterno per offrire al visitatore lo spettacolo di intensi e suggestivi tramonti.

La Sala dell’Orologio è così denominata per sottolineare la presenza di un bellissimo orologio rotondo in bronzo dorato e smalto blu, posto sul frontale al centro del camino e incorniciato da fiori e ghiande. Sempre sul camino, è posto un prezioso candelabro in bronzo dorato e cristalli di Boemia ai cui lati si adagiano due figure femminili in grazioso atteggiamento di sostegno. La sala è interamente decorata in oro zecchino con raffigurazione delle arti: pittura, scultura, musica e disegno.

La Sala dei Dipinti è così denominata per il glorioso soffitto ricco di pitture raffiguranti nature morte, scene di caccia, e putti danzanti con ai lati corone di foglia d’acanto patinate in argento e oro zecchino. Una sala dall’atmosfera particolarmente suggestiva e singolare.
Il Corridoio dei Leoni, o Boiserie, riporta sul soffitto pitture eseguite dall’artista belga Keirsbilch (1813-1884) autore di numerose opere all’intero dell’edificio. Le parti decorative sono rappresentate da un leone rampante, emblema della famiglia Gianfigliazzi.

La Sala dei Gigli costituisce la prima sala di accesso al Piano Nobile del Palazzo in occasione di evento questo spazio è generalmente destinato all’accoglienza degli ospiti. La sala è ornata da un ricco soffitto ligneo con decori e formelle a fondo blu con giglio oro. Tali elementi decorativi si devono al restauro operato attorno al 1685 dal Barone d’Hooghvorst.
Il Boudoir Blanc è un delizioso spazio privato, con vista su Lungarno Corsini e Ponte Vecchio, arredato da un camino in marmo statuario con cariatidi su colonna portante e stipite con scene mitologiche. La vetrina con esposizione di piccolo antiquariato impreziosisce lo spazio.


gianfigliazzi bonaparte

Palazzo Gianfigliazzi per quattro secoli fu la dimora dell’omonima famiglia di potentissimi banchieri collegati con gli Spini, finanzieri della Santa Sede. L’origine del nome “Gianfigliazzi” sembra derivi dall’antenato della famiglia, tale Johannes Filius Acci, che già dal XII secolo possedeva a Firenze numerosi edifici lungo l’Arno; l’illustre casato diede alla città di Firenze 30 priori e 19 confalonieri di Giustizia. Essi vi abitarono fino alla loro estinzione avvenuta alla fine del Settecento. Nel 1825 la dimora fu acquisita da Luigi Bonaparte, uno dei fratelli di Napoleone, già Re di Olanda, il quale vi abitò fino a morte avvenuta nel 1846. In seguito il Palazzo divenne la sede dell’albergo “Quattro Nazioni” e come ricorda una lapide sulla facciata, vi soggiornò per circa un mese il letterato Alessandro Manzoni, il quale, come venne ricordato, era accompagnato da ben tredici persone tra familiari e servitori. Durante il soggiorno, il Manzoni scrisse all’amico e poeta milanese Tommaso Grossi:”ho settantun lunzuoli da risciacquare”, riferendosi al motivo per il quale era giunto a Firenze, adeguare alla lingua fiorentina 71 pagine della sua opera più nota: “I Promessi Sposi”. Il Palazzo passò poi al nobile Ranieri Lamporecchi, noto avvocato fiorentino e giureconsulto che ricoprì le più alte cariche della magistratura del Granducato di Toscana.
Con l’architetto Bartolomeo Silvestri, il Palazzo fu oggetto di un primo consistente intervento di restauro che modificò la disposizione delle finestre in facciata e chiuse il loggiato all’ultimo piano, da cui si ammirava, allora come oggi, uno dei panorami più belli di Firenze.
Nel 1865 il Palazzo pervenne per via matrimoniale al Barone Van der Linden d’Hooghvorst il quale sposò la nobildonna fiorentina Aurora Guadagni, dell’illustre e antica famiglia già nemica dei Medici e poi accolta benevolmente dai Granduchi. Il Barone d’Hooghvorst intraprese una serie di importanti lavori e, pur lasciando immutato lo stile complessivo del Palazzo, ne cambiò molto le dimensioni. Anche l’interno fu modificato, vennero ristrutturati i saloni e furono aggiunti stucchi e dorature per ricondurlo allo stile dell’epoca e per dar luogo a sontuosi ricevimenti.
Le cronache dell’epoca infatti, narrano di sfarzosi balli e ricevimenti tenuti a Palazzo, a cui partecipavano aristocratici, uomini di cultura, politici e tutta l’alta società proveniente dall’Italia ma anche dall’estero. Gli arredi erano sfarzosi, le suppellettili raffinate e i banchetti principeschi, a tal punto che, come riportò un aneddoto del 1870, nel corso di uno di questi eventi, un tavolo crollò sotto il peso del vasellame, delle cristallerie e degli argenti, ma senza il turbamento dei padroni di casa, i quali nel giro di poco tempo fecero imbandire nuovamente i tavoli con ogni raffinatezza, una dimostrazione “voluta”, come dissero le malelingue per dimostrare l’abbondanza che regnava in casa. Il Palazzo visse altri passaggi di proprietà, i Cesaroni Venanzi nella seconda metà dell’Ottocento ed infine nel 1920, fu acquistato dall’avvocato Aldemiro Campodonico, celebre uomo politico e pubblicista. Oggi sua nipote Maria, Baronessa De Hagenauer, conserva sapientemente lo splendore, la fama, e la storica atmosfera della dimora.


Palazzo Gianfigliazzi Firenze

Visite private su prenotazione


Servizi Offerti :
Visite Culturali

Caratteristiche Generali

  • Piscina :
  • Wellness SPA :
  • Accessibilità Disabili :
  • Internet :
  • Animali ammessi :
  • Parco o Giardino :

Visite

  • Costo Biglietto : Costo n.d
  • Giorni : Dato n.d.
  • Orari : Dato n.d.
  • Bookshop :
  • Visita con Guida :
Palazzo Gianfigliazzi Bonaparte

Regione : Toscana

Provincia : FI

Comune : Firenze

Indirizzo : Lungarno Corsini, 4

C.A.P. : 50123

Sito Web
Visita Sito Web
Info

Tel: +39335 562 2336

Palazzo Gianfigliazzi Bonaparte è situato nel cuore di Firenze, si trova a 400 metri da Ponte Vecchio e a pochi passi da via Tornabuoni esclusivo percorso cittadino.
Affiancato da importanti dimore storiche quali Palazzo Corsini, Palazzo Alfieri e Palazzo Spini Feroni è collocato sui Lungarni più esclusivi di Firenze. La stazione di Santa Maria Novella è facilmente raggiungibile a piedi con un percorso di 10 minuti. A poca distanza dal Palazzo è possibile raggiungere il famoso mercato del Porcellino ma anche piazza della Signoria, Palazzo Strozzi e tutti i luoghi di maggiore interesse.


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